E’ appena iniziato il mese di Maggio, forse il mese perfetto per visitare Firenze la città d’arte per eccellenza. “La culla del Rinascimento”, come da sempre viene definita, eppure qui, oltre al Duomo, alle basiliche o alle opere architettoniche che incontrerete ad ogni ogni passo tra le vie del centro della città, decine di capolavori inestimabili sono custoditi all’interno dei numerosi musei che la rendono famosa in tutto il mondo. Infatti, se è vero che è possibile ammirare in ogni momento dell’anno alcune delle opere più preziose della storia dell’arte che si trovano nelle gallerie di Firenze, è altrettanto vero che il nostro amato capoluogo toscano accoglie mostre itineranti di artisti più moderni o contemporanei.

blog_adf_bill_viola_palazzo_strozzi_04E’ il caso dell’esposizione che dal 10 Marzo scorso e fino al prossimo 23 Luglio, si tiene a Palazzo Strozzi dal titolo “Bill Viola, Rinascimento elettronico”. Un viaggio artistico del pittore americano, classe 1951, che nel 1974, proprio a Firenze, iniziò l’esperienza creativa che influenzò la sua intera carriera. L’artista e la nostra città sono da sempre in perfetta sintonia, a partire dal suo cognome che, neanche a farlo apposta, rappresenta il colore simbolo di Firenze. Quando Bill si trasferì dall’America qui da noi, aveva solo 23 anni e fino ai 25 rimase nella città gigliata dove fu soprannominato il “tecnico americano”. Dopo aver esposto tra i più prestigiosi musei del mondo, come il MOMA o il Withney Museum of American Art nella natia New York, al J. Paul Getty Museum di Los Angeles, a Tokyo così come all’ Operà di Parigi o al Palazzo delle Esposizioni di Roma, l’artista contempoaneo, torna ancora una volta nel nostro paese, scegliendo questa volta Firenze, al quale è ancora legatissimo. blog_adf_bill_viola_palazzo_strozzi_07Ed è proprio nella cornice rinascimentale dello storico Palazzo di Piazza Strozzi che, grazie alle sue strepitose opere, Bill Viola crea un nuovo incontro tra i sui capolavori e quelli dei maestri del passato che lo hanno fortemente conquistato prima ed influenzato poi quando lui stesso, numero uno nel campo dell’ arte, si trasferì a Firenze creando un dialogo tra antico e contemporaneo. “La rassegna è un evento unico per ripercorrere la carriera del maestro indiscusso della videoarte contemporanea, caratterizzata dall’unione tra ricerca tecnologica e riflessione estetica, dalle prime sperimentazioni con il video negli anni ’70 fino alle grandi installazioni degli anni duemila che catturano l’attenzione del pubblico con forti esperienze sensoriali” spiega il curatore della mostra Arturo Galansino, che ricopre anche il ruolo di direttore della Fondazione Palazzo Strozzi.

blog_adf_bill_viola_palazzo_strozzi_03Iniziando la sua carriera nel ruolo di direttore tecnico del centro di produzione e documentazione del video alla Galleria degli Uffizi, passando per il Grande Museo del Duomo e quello di Santa Maria Novella, Bill ha imparato a unire la storia e l’arte. Con le sue videoinstallazioni, l’artista americano è considerato come uno dei più importanti tra i contemporanei, e propone al pubblico la possibilità di immergersi tra spazio, immagine e suono. La gente, i loro corpi ed i loro volti sono i protagonisti delle opere di Viola: “l’uomo è chiamato a interagire con l’acqua e il fuoco, la luce ed il buio, il ciclo della vita e quello della rinascita”. “The Crossing”, “The Path” e “Inverted Birth” sono solo alcune delle sue video-opere più importanti, per esempio in quest’ulima l’artista ha tratto ipirazione dalla vita e dalla morte, ed è stato capace di farle dialogare e di capovolgerle ed il risveglio del corpo e dell’anima attraversa ben cinque fasi: “dalla terra al sangue, dal latte all’acqua ed infine all’aria”.

blog_adf_bill_viola_palazzo_strozzi_06Se considerate che – in occasione della mostra – Palazzo Strozzi ha creato una collaborazione con il Grande Museo del Duomo. Questi due rinomati musei di Firenze hanno infatti pensato ad uno speciale biglietto “congiunto” che permetterà al visitatore della rassegna di Bill Viola di accedere anche al Battistero di San Giovanni e al Museo dell’Opera del Duomo, dove eccezionalmente saranno esposti i video Observance (2002) e Acceptance (2008), vi renderete conto che vi sto proponendo un’esperienza assolutamente da vivere quando verrete in visita nella nostra città.